Tutti (beh, quasi tutti) sanno cosa sia il “finger-fucking” (lett. “fottere con le dita”, N.d.T.). Che sia nell’ano o nella vagina, è tremendamente piacevole accarezzare qualcuno da dentro. (Le dita nell’ano di un uomo possono, se dirette nel modo giusto, stimolargli la prostata, il che è INCREDIBILMENTE bello…solo una piccola dritta!). Di solito la gente accetta tranquillamente l’idea di “finger-fucking” con più di un dito. Non molti, però considerano la possibilità di inserire un’intera mano nell’ano o vagina…il che è la definizione più semplice di “fisting”. Ebbene si, è anatomicamente possibile, e, certo, è anche ESTREMAMENTE piacevole. (Non ne ho esperienza diretta, solo per sentito dire).

Detto questo, è ora molto importante spiegare che cosa non è il “fisting”. Non è fare il pugno e schiaffarlo dentro. Il “fisting” è uno dei modi più intimi e completi di toccare un altro essere umano, ed è qualcosa a cui si deve arrivare con calma e dolcezza. Ci sono stati molti interventi su a.s.b. sul “fisting”, riguardanti la tecnica giusta, i problemi di sicurezza, la fantastica sensazione di apertura e unione, il magico livello che due persone possono così raggiungere…insomma, è un modo incredibilmente intenso di fare l’amore. Non posso rendere giustizia alle descrizioni in prima persona che altri hanno riportato, ma posso ricordare alcune cose importanti sulla sicurezza.

Prima di tutto, tagliatevi e limatevi tutte le unghie, finché non sono il più possibile lisce. Le vostre dita devono andare in posti molto delicati, che non hanno molta sensibilità al dolore. Dovrete mettervi nella condizione di minor rischio possibile.

Usate guanti di lattice. Con l’AIDS non si scherza.

Probabilmente vorrete che il retto del vostro “bottom” sia pulito. I clisteri esistono per questo. Andateci piano: la cosa migliore è l’acqua tiepida. Non usate detergenti. A qualcuno piace metterci dell’alcol (nel senso di bevande, non il disinfettante!); se lo fate, utilizzate una soluzione MOLTO MOLTO DILUITA, visto che verrà assorbito _davvero_ velocemente, e il “bottom” non potrà espellerlo se sarà troppo ubriaco. (Non conosco il dosaggio preciso, dato che mi sembra un po’ troppo rischioso.)

Usate TANTO (ripeto, TANTO) lubrificante. Introducetelo con le dita. Impiastricciatevi per bene. Spalmatevelo sulle mani, sul dorso, tra le dita. Continuate a metterne mentre procedete. Non è mai troppo. Ricordatevi, lubrificanti a base di olio sciolgono il lattice. Alcuni si trovano bene con la gelatina KY, altri sostengono che si asciughi troppo in fretta. In Gran Bretagna, una sostanza chiamata “aqueous cream” è il non plus ultra. Altri usano la “j-lube”, un concentrato in polvere, che, aggiunto all’acqua, produce una gelatina incredibilmente viscida; la vendono nei negozi per veterinari! (C’è chi usa comunque la Crisco con i guanti di lattice, sulla base del fatto che la Crisco è il migliore lubrificante, e che, in fondo, i guanti non si rompono poi così tanto facilmente. E’ rischiosa, ma è una possibilità).

Andateci piano. Cominciate con un dito e proseguite con calma. NON ABBIATE FRETTA. Cercate di recepire le reazioni del vostro “bottom”. State cercando di convincere una parte del suo corpo ad aprirsi per voi, ad ammettere una parte di voi al suo interno. L’energia andrà e verrà, e voi la seguirete, blandendo e spingendo, dentro e fuori, portando il “bottom” in uno stato di trance. Non perdete contatto con lui/lei; bavagli, o giochi in cui lui/lei si trova in condizioni di inferiorità psicologica, o gli/le è impedito di parlare non sono la strada giusta per il tipo di rilassamento ed empatia di cui avete bisogno.

Se il “bottom” improvvisamente raggiunge il suo limite, lo saprete; il suo orifizio si serrerà di colpo. NON USCITE. Rimanete esattamente dove siete finché la contrazione finisce, e DOPO cominciate a uscire. Può capitarvi di tirare un muscolo o due se tentate di tornare indietro durante una reazione del genere. Se succede, ok; imparerete ad andare più adagio la prossima volta (se ve la sentite di provare ancora). Ma prevenire è meglio…

Quando siete arrivati a cinque dita, ci siete quasi. Ora è il momento di essere più che mai sensibili e attenti. Il vostro “bottom” volerà attraverso dolore e piacere; un movimento brusco, e scoprirete che quel buchetto non vi vuole più. Prendetene atto e uscite (piano!). Ma se il “bottom” vuole, allora farete scivolare dentro le nocche, piegando il pollice sotto le dita e così (dicono) la vostra mano formerà DA SOLA un pugno—NON OCCORRE stringere o altro!

Adesso comincia il vero divertimento…esplorate, stuzzicate, soddisfate il “bottom”, che sarà al settimo cielo…e quando arriva il momento di uscire, fatelo piano e senza forzare!

Se avete altre domande (come sempre), scrivete su a.s.b. (alt.sex.bondage); ci sono stati GRANDI articoli sul “fisting”, e ce ne saranno degli altri se li chiedete.

 

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